La vitienologia salentina

 

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Chi si avventura nell'itinerario enogastronomico salentino non può non ammirare le forme contorte e nodose dei famosi alberelli pugliesi. L'alberello, motivo tradizionale del paesaggio viticolo salentino, nasce dall'esigenza di ottenere delle piante di dimensione molto contenuta, più resistenti alla grande siccità estiva. Gli impianti ad alberello, presupponendo densità di impianto notevoli, con produzione per ceppo raramente superiori a 4-5 kg di uva e rese di 50-100 q.li di uva per ettaro, consentono una qualità del prodotto finale insuperabile.

    L'alberello pugliese

 

L'allevamento della vite ad alberello è una pratica che in Puglia risale al tempo dei Greci, responsabili anche dell'introduzione nella regione di varietà tradizionali come il Negro Amaro e la Malvasia Nera. 

E' proprio dal connubio fra questi due vitigni che nasce il grande vino salentino, rosso o rosato, generalmente ottenuto per il 70-80% dal primo e per la restante parte dalla seconda. Nel Salento il Negro Amaro ha trovato la sua dimora ideale, esprimendo al massimo le sue qualità e garantendo la produzione di vini superiori. La Malvasia, più rara, è considerata dai produttori del luogo più gentile, meno rustica, indispensabile per l'affinamento ed il completamento del prodotto ottenuto dal Negro Amaro. 

Gli altri vitigni tradizionali sono costituiti dal Primitivo, dal grande corpo e dall'aroma particolare, l'Aleatico adatto alla produzione di vini da meditazione, il Susumaniello, altro vitigno autoctono e antichissimo, la Malvasia bianca e la Verdeca, le uniche ad uve bianche.

Accanto a questi vitigni indigeni si sono affermati ormai da anni il Sangiovese, che qui si è acclimatato in maniera particolarmente riuscita, il Montepulciano, il Bombino bianco, il Cabernet Sauvignon, lo Chardonnay, il Pinot bianco, il Sauvignon, tutti in grado di fornire prodotti di grande qualità.

Il Negro Amaro

 

La Malvasia nera di Lecce

 

 

Accanto alle distese di vigneti tradizionali allevati ad alberello, vanno sempre crescendo i nuovi impianti allevati a cordone speronato. Il cordone speronato altro non è che un alberello rivisto e impostato al fine di consentire una maggiore meccanizzazione delle operazioni, senza alterarne gli elevati standard qualitativi. Si assiste quindi attualmente nel Salento ad una ristrutturazione degli impianti orientata alla qualità ed efficienza, in grado di sfruttare al massimo le grandi risorse che questa terra è in grado di offrire. I primi risultati si sono già visti, con un sempre maggiore interesse del consumatore per l'enologia salentina, che nulla ha ad invidiare alle più prestigiose esperienze vitivinicole italiane. Un esempio è costituito dal boom degli ultimi anni del Primitivo di Manduria, un grande vino ormai conosciuto in tutto il mondo con lo pseudonimo di Zinfandel. 

 


Mappa enologica della Puglia

 

 


 

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