L'olivicoltura salentina

 

LABORATORIO DEI GUSTI SALENTINI   

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ELAIOTECNICA

  L'olivicoltura salentina

  Gli olii

CONTATTI

 
L'olivo ha rappresentato nei secoli per l'intera società della Terra d'Otranto la fondamentale risorsa economica. L'oliveto, dal 700 in poi, occupava estensioni notevoli di territorio e la città di Gallipoli era considerata punto di riferimento per il traffico marittimo dell’olio d’oliva. Oggi piante monumentali, di notevole interesse paesaggistico, caratterizzano il Salento. Solo una piccola parte è rappresentata da impianti realizzati negli ultimi 20 anni.

 

 

 Oliveti e varietà

Il patrimonio olivicolo salentino risulta costituito prevalentemente dalle due varietà autoctone per eccellenza: l'Ogliarola salentina e la Cellina di Nardò. La varietà Cellina per caratteristiche di rusticità, resistenza alle avversità climatiche e parassitarie e per costanza produttiva ha progressivamente sostituito l’Ogliarola che, pur esprimendo maggiori rese in olio, presenta più accentuato il fenomeno dell'alternanza produttiva. Recentemente è aumentata la presenza di varietà di nuova introduzione, miglioratrici sotto l'aspetto organolettico, come le rinomate Frantoio e Leccino.

 

 

 

L'Ogliarola di Lecce anticamente costituiva la varietà più diffusa in Provincia di Lecce. L'albero è di elevata vigoria, a portamento espanso; la chioma è piuttosto densa, il frutto è piccolo, di forma allungata, asimmetrica, con apice appuntito. Con il tempo la varietà è stata sostituita in parte dalla Cellina di Nardò, ritenuta più resistente alle avversità climatiche e parassitarie.

 

La pianta di Cellina di Nardò è vigorosa, a portamento assurgente. La maturazione dei frutti è scalare, il frutto è piccolo, leggermente asimmetrico, la produttività elevata e costante. Jovino (1937) conclude che "Cellina è varietà raccomandabile dal punto di vista dell'adattamento alla località, della costanza e bontà del prodotto e della resistenza alle avversità meteoriche parassitarie”.



















 

Gli oli

Presta nel 1786 scriveva: "il vanto per bontà di olio si debba dare alla specie che qui diciamo Cellina; quantunque quello dell’Ogliarola sia per se stessa assai commendevole". Jovino nel 1937 affermava che "l'olio di Cellina è alquanto amarognolo e un poco fruttato". Alla mostra olearia di Spoleto della primavera 1930 l’olio di Cellina della Scuola meritò il diploma di medaglia d'oro e fu collocato fra i primi oli finissimi e non tra i fruttati. Cenato et al., nello studio di caratterizzazione del profilo qualitativo di oli varietali del Salento (2001), evidenziano le caratteristiche di tipicità di queste varietà. "L'olio di Ogliarola ottenuto in epoca precoce è stato particolarmente apprezzato per la sua fluidità e per l'intenso profumo di fruttato che ricorda l'oliva verde... L'olio di Cellina presenta una nota di fruttato amaro e piccante più bassa. L'olio risulta tuttavia molto gradevole con caratteristiche di freschezza ben percepibili.

 

 

  INFO

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